I fumetti di Dylan Dog sono una serie italiana creata dal fumettista e scrittore Tiziano Sclavi, pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore a partire dal 1986. Il protagonista della serie è l’affascinante Dylan Dog, un detective dell’occulto che si trova ad affrontare casi importanti, legati al soprannaturale, al paranormale e all’orrore. Le storie sono caratterizzate da elementi noir e fantasy. Nelle avventure di Dylad Dog si esplorano tematiche legate alla morte, all’aldilà e alle paure più arcaiche dell’essere umano.

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Ecco perché il fumetto Dylad Dog è uno dei più amati dal pubblico italiano e non solo. A tal proposito, il giornaletto di Bonelli Editore è diventato, nel tempo uno, dei fumetti horror più venduti in Italia, ma anche all’estero. La serie di fumetti ha ottenuto molto successo, testimoniato anche dal fatto che sono stati realizzati dei film e alcune serie tv molto interessanti e appassionanti.

Dylad Dog ha venduto negli anni Novanta circa mezzo milione di copie mensili oltre alle numerose ristampe e solo dopo gli anni Duemila c’è stato un calo delle vendite. Ad oggi, i fumetti di Dylan Dog sono i secondi alla serie più venduta in Italia, ossia Tex.

Origini del nome e del personaggio Dylan Dog

Gli anni Ottanta in Italia è stato un periodo particolare colmo di varietà stilistica e culturale. Per questo, lo scrittore Tiziano Sclavi ha pensato di realizzare un personaggio iconico, che rispecchiasse il costume del tempo e contemporaneamente una “modernità” artistica che in seguito sarebbe rimasta per almeno vent’anni nel settore dei fumetti.

Inoltre, lo scrittore e i disegnatori sono stati ispirati da una persona fisicamente presente nel mondo dello spettacolo per realizzare il personaggio di Dylan Dog, ossia l’attore inglese Rupert Everett. Le fattezze fisiche del protagonista della serie di fumetti, il modo di vestire caratteristico con il classico cappotto nero, la camicia rossa, la cravatta nera, i jeans casual attillati e gli stivaletti marroni sono gli elementi più peculiari del personaggio, inoltre dotato di una intelligenza sfrenata, un coraggio fuori dagli schemi e un fascino irresistibile.

Secondo alcune fonti, Sclavi ha dato il nome Dylan Dog al soggetto principale della serie fumettistica per omaggiare il cantante folk americano Bob Dylan, mentre il cognome “Dog” è stato scelto per rappresentare il lato oscuro e misterioso del personaggio.

Le storie di Dylan Dog sono famose per il loro mix di horror, di mistero, di umorismo nero e riflessioni filosofiche, e hanno contribuito a rendere il personaggio un’icona del fumetto italiano. Dylan Dog è così diventato un vero e proprio cult nel mondo del fumetto.

Le pubblicazioni migliori di Dylan Dog

La serie di fumetti di Dylan Dog è raggruppata in albi molto particolari e interessanti, ma si può dire che le prime pubblicazioni del 1986 sono rimaste quelle più iconiche e rappresentative, oltre che le più ricercate dai collezionisti.

  • L’alba dei morti viventi: la storia del primo albo si sviluppa sul ritorno dei morti viventi, creature zombie che dal nulla ritornano in vita senza alcuna motivazione. Naturalmente spetta all’investigatore dell’occulto Dylan Dog scoprire questo il motivo di questo “terribile avvenimento”. Insieme ai suoi aiutanti fedeli, Groucho e Sybil, seguiranno una pista che li porterà a un villaggio “non morto” scozzese. Il titolo vuole omaggiare il regista George A. Romero, il quale ha diretto la celebre pellicola Zombi.
  • Jack lo Squartatore: in questa avventura, Dylan deve indagare su una serie di strani omicidi, in collaborazione professionale con l’Ispettore Bloch. Dopo diversi tentativi e indagini, i due credono che il fautore degli atti criminali non sia un fantasma, ma una persona reale.
  • Le notti di luna piena: la storia si sviluppa in un collegio femminile tedesco della Foresta Nera. Ad un tratto, una ragazza dell’istituto scompare in circostanze misteriose e il padre della fanciulla decide di commissionare l’indagine proprio a Dylan Dog. L’albo corrisponde a una citazione alle opere del regista dell’horror Dario Argento, il quale aveva già diretto all’epoca due film di successo come Phenomena (1985) e Suspiria (1977).

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